In alternativa a££'Euro

Per valute complementari/alternative s'intende qualsiasi forma di moneta o di titolo di credito che permetta lo scambio di beni  al di fuori dei "circuiti monetari ufficiali". Generalmente si poggiano su sistemi di credito locali o circuiti web, e  il loro uso riduce di fatto l'uso delle monete ufficiali. Esse favoriscono il benessere sociale e le relazioni di comunità soprattutto nei periodi di crisi economico-finanziarie, in cui vi è carenza di liquidità e in cui il potere di acquisto degli individui diminuisce.

Diversamente dal modello economico  capitalistico, nel quale l'unico valore riconosciuto (e  monetizzato) è quello generato dalla compravendita di beni, nei sistemi di monetazione alternativa si vuole dare visibilità e spendibilità al "valore nascosto", presente in attività economiche parallele al sistema capitalistico come ad esempio la produzione collaborativa, l'economia del dono, lo sviluppo inter-pares di una comunità open source based.

 

SARDEX
In Sardegna, ad esempio, è stato attivato un progetto di valuta alternativa che consente alle persone inserite in una rete locale di imprese di scambiarsi beni e servizi con scambi che risultino sempre in pari all'interno del circuito.

Questa compra-vendita avviene attraverso l'utilizzo di una moneta complementare, il Sardex,  che permette di sopperire alla mancanza di liquidità reale e di evitare aggravi di interessi.

Oltre all'equiparazione "un Sardex, un euro", il circuito prevede uno sconto sino al 30% del valore di un bene se pagato in Sardex. Più dunque un'azienda compie operazioni di acquisto/vendita in Sardex, più euro può mettere da parte per l'accumulazione.

L'emissione di moneta di credito/debito sulla carta di credito Sardex avviene nel medesimo istante in cui si mette in moto la circolazione di beni e servizi resi e/o ricevuti.

In sostanza le imprese possono farsi credito sostenendosi reciprocamente senza bisogno di ricorrere alle banche ed evitando così l'onere degli interessi.

Quanto guadagnato in Sardex va interamente speso e reinvestito nel circuito entro un anno dall'operazione eseguita: dopo 12 mesi crediti e debiti accumulati sulla carta di credito/debito devono equivalersi, per allontanare l'ombra dell'insolvenza e del fallimento. Tale sistema di monetizzazione funziona però solo se vi sono solide basi di solidarietà, fiducia reciproca e mutuo sostegno tra gli enti che operano radicati sul territorio, poiché i circuiti di moneta alternativi vengono accettati solo su base volontaria.

 

BITCOIN

Diverso per contesto e utilizzo è il Bitcoin, una moneta elettronica, anonima e decentralizzata che permette di eseguire transazioni online abbattendo gli alti costi di intermediazione bancaria e di cambio valuta.

Essa si serve di un software open source e può essere utilizzata in tutti i Paesi permettendo a chiunque la adoperi di accedere direttamente al mercato globale e di creare relazioni finanziarie tra pari.

Mancando un organo centrale diviene impossibile per qualunque autorità manipolare il valore dei bitcoin, o introdurre inflazione, poichè la quantità di bitcoin da coniare viene definita a monte. Questo sistema non più verticistico, ma reticolare di sviluppo peer-to-peer, utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e fungono da autocontrollo.
La rete Bitcoin crea e distribuisce un certo ammontare di monete tra chi "genera bitcoin" nel proprio client. Questo processo viene chiamato "mining" e avviene grazie alla messa a disposizione di computer personali che, attraverso un'applicazione open source, collaborano nella manutenzione del circuito e nella coniazione di moneta. La fase di emissione viene così a coincidere con quella di accumulazione.
I trasferimenti sono definiti come un cambio di proprietà della valuta: il client Bitcoin trasmette la transazione ai suoi nodi più vicini che a loro volta propagano il pagamento attraverso la rete: è la catena stessa a fungere da garante.
Nella catena fondamentale è la figura dello scambista che permette il cambio dei bitcoin nella valuta reale richiesta da chi riceve la transazione.
I Bitcoin possono essere spesi solo dal legittimo proprietario e in direzione univoca, potendo egli usofruirne solo immettendoli in circolazione.
Il loro prezzo d’acquisto e il loro valore reale sono variabili e dipendono dalle oscillazioni finanziarie. Se nel 2012 un Bitcoin portava con sè un valore di circa 2 $, oggi si parla di quote che possono superare i 120 $. Coloro che nel recente passato si sono mostrati lungimiranti acquistando e utilizzando i Bitcoin, ora si trovano ad essere più ricchi di prima.
Il Bitcoin si è rivelato così essere un valido strumento di investimento, in alternativa al mattone e all'oro.

 

RIPPLE
A fare concorrenza ai Bitcoin ora ci pensa la nuova piattaforma open source di moneta virtuale Ripple, che ha come obiettivo quello di velocizzare le transazioni e di permetterle anche in valute reali senza bisogno di intermediari e senza aggiunta di tasse di cambio o di spese di commissione. La figura dello scambista presente in Bitcoin viene dunque qui eliminata.
A differenza di Bitcoin non è la catena a garantire il sistema ma l'adesione a un medesimo protocollo internet che viene condiviso dagli utenti, e gli stessi scambi vengono monitorati da registri accessibili a qualsiasi account. Funziona dunque in modo simile a un'email in quanto  gli utenti possono inviare a tutti coloro che sono provvisti di un indirizzo Ripple indipendentemente dal provider scelto.
L'emissione avviene tramite accordo di circolazione tra le parti in causa e nel mentre che si ha l'accumulazione di credito da parte di una delle due.
L'emissione si compie ogni qual volta si incrementi il credito, ogni qualvolta si realizzi un'entrata. L'obbligazione debitoria alla base del circuito di transazione Ripple si basa dunque sulla logica della partita doppia entrate/uscite.

 

CONCLUSIONI
Queste nuove realtà di monete digitali stanno introducendo nuove pratiche nel campo della finanza e potrebbero presentarsi come la chiave di (s)volta per uscire dalla crisi e rimettere in circolo liquidità.
Per avere un impatto maggiore hanno bisogno però di tempo per affermarsi e farsi conoscere come innovazione valida e capace di produrre un impatto significativo. Affinchè un'innovazione possa essere veramente rivoluzionaria deve riuscire a modellarsi in accordo con i cambiamenti sociali in atto, per essere così compresa e fatta propria da un largo pubblico su scala globale, costituito  non solo da aziende, ma anche da individui in grado di comprendere e valorizzare le immense potenzialità del sistema.
Fonti
di Eleonora Filippi
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