2. La Regola dell'A.C.C.E.S.S.O.
L'inchiesta partecipata è un inganno? Come nani sulle spalle dei giganti, Alessio, Cinzia, Colomba e io siamo partiti dalla domanda difficile per tentare di rendere evidente non solo “come” ma anche “perché” fare inchiesta partecipata è diverso dagli altri modi di fare inchiesta. Il risultato? La regola dell'accesso, ma non accesso come apertura, come partecipazione, che pure è una bella cosa, accesso come A come artigiano, C come cittadino, C come conservare, E come errore, S come storie, S come serendipity, O come organizzare. Ricordate, regola dell'accesso, vediamo da vicino come funziona.
A come Artigiano, nel senso della necessità di realizzare l'inchiesta con l'approccio dell'artigiano, quello che fa sentire il bisogno di mettere sempre qualcosa di sé nelle cose che si fanno, quello che fa provare soddisfazione nel fare bene una cosa “a prescindere”, qualunque essa sia, pulire una strada, progettare un centro direzionale, scrivere l'enciclopedia del dna, cucinare la pasta e fagioli. Sì, il giornalista cittadino artigiano a noi piace così, come interprete di una cultura, di una vocazione, quella che ti porta a fare con gioia le cose che fai, “come se avessi il fuoco nel cuore e il diavolo in corpo” come diceva Josephine Baker.
C come Cittadino, nel senso di soggetto attivo, coinvolto, partecipante, a diverso titolo, all'inchiesta. Sì, cittadinanza, soggettività, coinvolgimento, partecipazione sono tra le parole chiave più importanti che il bravo giornalista artigiano deve stare attento a non far mai mancare dalla sua cassetta degli attrezzi.
C come Conservare, nel senso di non buttare niente proprio come facevano un tempo i contadini con il maiale, anche se al posto di pancetta, capocollo o prosciutto avremo a che fare con cartelle, tag e parole chiave. Sì, anche nel lavoro di inchiesta conservare vuol dire non dover mai dire non l'ho trovato, e conservare in maniera intelligente vuol dire avere più possibilità per “ritornarci su”, condividere il processo che vi ha portato a individuare e correggere l'errore, apprendere non solo come singoli ma anche come organizzazione.
E come Errore, nel senso di capacità di riflettere sulle, e imparare dalle, incongruenze, dalle aspettative che vengono disilluse, dagli sbagli che si fanno. Ernst Mach ha scritto che «conoscenza ed errore discendono dalle stesse fonti psichiche; solo il risultato permette di distinguerli. L’errore riconosciuto con chiarezza è, come correttivo, altrettanto utile cognitivamente della conoscenza positiva». E se non vi basta ancora pensate a Karl R. Popper e i suoi tre passi nella definizione del metodo scientifico: «inciampiamo in qualche problema; tentiamo di risolverlo, ad esempio proponendo qualche nuova teoria; impariamo dai nostri sbagli, specialmente da quelli che ci sono resi presenti dalla discussione critica dei nostri tentativi di risoluzione».
S come Storie, nel senso delle storie che il bravo giornalista cittadino artigiano cerca e racconta ma anche nel senso di Karl Weick: “Le storie aiutano la comprensione, perché integrano quello che si sa di un evento con quello che è ipotizzato, suggeriscono un ordine causale tra eventi che in origine sono percepiti come non interconnessi; in quello di Barry Lopez: “Le storie che raccontiamo alla fine si prendono cura di noi. A volte una persona per sopravvivere ha bisogno di una storia più ancora che di cibo. Ecco perché inseriamo queste storie nella memoria gli uni degli altri. È il nostro modo di prenderci cura di noi stessi”; in quello di Richard Sennett: “Un racconto non è solo un semplice susseguirsi di eventi, ma dà forma al trascorrere del tempo, indica cause, segnala conseguenze possibili”.
S come Serendipity, nel senso della particolare esperienza che vi permette di sviluppare una nuova teoria o ampliarne una già esistente sulla base dell’osservazione di un dato imprevisto, anomalo e strategico. È l'esperienza che fa incontrare genio e caso, che favorisce lo sviluppo di idee e opportunità, che per le sue caratteristiche l'inchiesta partecipata potrebbe favorire particolarmente.
O come Organizzare, nel senso di individuare le persone giuste con le quali realizzare l'inchiesta, di definire le domande giuste per cercare meglio le risposte giuste, di conferire senso e significato al vostro lavoro, a quello del team con cui portate avanti l'inchiesta, a quello delle persone che sono i soggetti dell'inchiesta, di valorizzare l'autonomia, la competenza e la responsabilità delle persone con cui in vario modo e a vario titolo colloborate.



