1. GLI STANDARD DELL'INFORMAZIONE: una storia lunga quanto la nostra storia

di Jacopo Barigazzi (ha collaborato Paolo Bottazzini) (1)

Introduzione

Chi sta parlando? Che cosa sta dicendo? Che corrispondenza esiste fra quei suoni organizzati, quelle espressioni verbali, e le cose, vale a dire la realtà sottostante? Sono domande tanto all’apparenza semplici quanto costitutive per qualsiasi cultura, questioni che giocano attorno al tema della verità, della sua possibilità e, soprattutto, della possibilità della sua rappresentazione.

Problemi da trattare con la dovuta umiltà e che qui occorre delineare perché, anche se sembrano teorici, è dalle risposte che si danno a queste domande nasce la qualità (superiore o inferiore) delle informazioni che elaboriamo. A sua volta poi è dalla qualità delle informazioni di cui disponiamo che dipende la qualità delle azioni che compiamo nel nostro agire sia pubblico che privato. E, in molti casi, anche la nostra realizzazione come essere umani e il riconoscimento al quale legittimamente aspiriamo.

Per questo quello che faremo in queste pagine sarà 1) rappresentare il quadro in cui l’informazione nella sua accezione moderna ha costruito delle griglie metodologiche che le permettono di separare il grano dal loglio, il vero dal falso. O, più propriamente, di avvicinarsi il più possibile alla possibilità di questa distinzione, alla possibilità di credere che qualcosa sia più vero di altro. 2) Subito dopo verranno esaminati i criteri che sono stati adottati per porre in essere questa distinzione. 3) Infine verranno analizzate alcune difficoltà di questa distinzione nella tipologia di conoscenza di cui facciamo parte. Con una premessa: si farà uso di concetti e categorie che vengono dalla storia della filosofia, per lo più di quella occidentale, ma senza avere un carattere di sistema di pensiero ma solo di ricostruzione storica.

Questo non è, né vuole essere, un paper di filosofia. Si permetterà infatti quelle che a un occhio esperto possono apparire come delle ingenuità ma lo farà per necessità di chiarezza che talvolta comportano delle semplificazioni, si spera non eccessive. Né sarà esaustivo nel rendere conto dell’evoluzione del pensiero. Si chiede quindi subito scusa a chi andasse cercando un trattamento accademico di queste tematiche: in questo testo si vuole solamente offrire una narrazione sul contesto e la validità delle procedure con cui si è venuto a determinare come si costruisca un’informazione il più vicino possibile alla verità facendo uso di un linguaggio chiaro e accessibile. Quello che ci interessa qui delineare è da dove vengano e con quali funzioni e con quali possibilità di successo quelli che nel mondo dell’informazione sono andati codificandosi come degli standard per produrre contenuti veritieri. Ponendo subito un’ipotesi che è la condizione stessa di questo lavoro.

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1) Questo Paper realizzato da Jacopo Barigazzi con la collaborazione di Paolo Bottazzini tratta di aspetti solo apparentemente di carattere teorico. La corrispondenza tra le parole (in quanto suono organizzato, espressione verbale per definire le cose) e la realtà che queste parole descrivono è in realta il problema chiave del giornalimio moderno. E' dal modo in cui nella sua attività professionale il giornalista risponde a questa domanda che deriva la qualità stessa della informazione che egli produce.

  • In parallelo a questo tema, anzi come parte integrante dello stesso si sviluppa anche il dibattito sulla obiettività della informazione i cui termini sono ben descritti in questo articolo a firma di Luca De Biase. Leggi l'articolo.
  • Dalla strategia della disattenzione alla lotta per l’attenzione è il titolo di un ulteriore contributo alla riflessione fornito da Luca  De Biase incentrato sul tema della qualità dell’informazione. Una qualità che - secondo De Biase - dipende dal metodo con il quale è prodotta, distribuita e interpretata la conoscenza dei fatti: dipende in altre parole dall’epistemologia che governa la scrittura del testo e dalla condivisione delle caratteristiche del contesto. Leggi l'articolo.


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