Appuntamenti
Il giornalismo va a scuola di dati.
| Quando |
dal 24/05/2012 alle 09:00 al 26/05/2012 alle 18:30 |
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| Dove | Roma |
| Aggiungi l'evento al calendario |
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Il dati sono l'oro del 21imo secolo e il giornalismo non può farne a meno. Per contribuire alla diffusione delle competenze nel campo del datajournalism, il giornalismo dei dati che oggi vede un crescente sviluppo in Italia e all'estero, Istat e Fondazione Ahref, lanciano a Roma la prima Data Journalism School italiana, una tre giorni di formazione con alcuni dei migliori professionisti del settore in Italia e in Europa.
Concepito sul modello delle summer school già diffuse all'estero e grazie all'esperienza della Summer School 2011 condotta da Ahref e Iulm, il corso è aperto ai professionisti dell'informazione di ogni area e non richiede l'iscrizione ad albi professionali.
La DJS12 prevede 20 posti, di cui quattro con spese di iscrizioni coperte da borse di studio. Il programma, che verrà diffuso nei prossimi giorni, prevede un'introduzione ai dati e alla statistica curata da Istat e affronta gli strumenti principali del datajournalism per concludersi con una giornata di workshop pratici. Criteri preferenziali per l'ammissione saranno: età; esperienza giornalistica; progetti già avviati nel datajournalism e motivazioni espresse.
Per programma e informazioni contattare: datajournalismschool@ahref.eu
Clicca qui per maggiori informazioni sui programmi del corso e sulle modalità di partecipazione.
Governare l'innovazione oltre la crisi
| Quando |
01/06/2012 dalle 17:00 alle 19:00 |
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| Dove | Trento, Piazza Fiera |
| Persona di riferimento | Alessandra Frongia |
| Recapito telefonico per contatti | 0039 0461 235794+5504 |
| Partecipanti |
Ezio Andreta Luca De Biase |
| Aggiungi l'evento al calendario |
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Presentazione del seminario. Chi è Ezio Andreta. Video. Altri link utili.
Il seminario è inserito nell'ambito degli incontri organizzati per il FESTIVAL ECONOMIA 2012.
Presentazione del seminario
Oggi si avverte sempre più il bisogno di un cambiamento radicale che permetta di passare da una economia basata sulle risorse ad una basata sulla conoscenza. Un mutamento importante di architetture che implica una rivoluzione culturale profonda nell’intera società.
Un nuovo modo di pensare e di agire, di produrre e di organizzare l’impresa, di educare le nuove generazioni ad affrontare e gestire la complessità. Un processo lungo che richiede tempo per creare una nuova generazione di imprenditori, amministratori pubblici, finanzieri, ricercatori e cittadini.
L’innovazione è lo strumento fondamentale che ci permette di realizzare nel tempo questa trasformazione
L’innovazione è un sistema complesso, difficile da governare. La natura complessa dello stesso sistema innovativo richiede una forma nuova di governo collegiale che obblighi tutti gli attori a condividere il percorso da seguire e ad assumere insieme la responsabilità di realizzarlo, adottando in modo coordinato e sincronizzato le misure appropriate e diverse che ogni attore è tenuto a prendere nei tempi e modi previsti.
In Europa si sta discutendo sull’impatto che lo spostamento dell’enfasi sulla “social innovation” potrebbe generare sul sistema socio-economico. Due argomenti paiono particolarmente interessanti, degni di essere presi seriamente in considerazione.
Il primo di ordine sociale riguarda il cambiamento di ruolo e di finalità che si verrebbe a determinare nella produzione, non più trainata dalla necessità di produrre sempre maggiori quantità di beni e servizi, tutti uguali e di basso valore aggiunto, ma piuttosto dall’esigenza di soddisfare i bisogni fondamentali dei consumatori.
Il secondo di ordine economico concerne le nuove opportunità di mercato che si verrebbero a creare a seguito dello spostamento dell’interesse generale dall’economia industriale all’economia sociale.
Soddisfare i bisogni crescenti in sicurezza, in qualità, in sostenibilità, in salute e in cultura dei cittadini europei può in effetti rivitalizzare il sistema produttivo europeo, generando una domanda interna importante che potrebbe sempre più divenire trainante, in grado di sostenere la crescita necessaria a creare nuovi posti di lavoro.
Per l’Europa e per il nostro Paese in particolare non c’è alternativa. Il cambiamento del modello economico e sociale sono l’unica “exit strategy” possibile. Senza la capacità di governare l’innovazione verso questi nuovi modelli di comportamento sarà però difficile uscire dalla crisi con serie e concrete prospettive di sviluppo.
Chi è Ezio Andreta
Direttore della Commissione Europea DG Ricerca, dalla metà degli anni Novanta si occupa delle attività di ricerca nei settori della fissione nucleare e delle energie tradizionali e alternative. Ha presieduto diversi Comitati Europei sull'energia, il carbone e l'acciaio, lo sviluppo sostenibile e, da ultimo, sulle nanotecnologie.
E' presidente dell'Associazione APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea), dell’Agenzia Nazionale dell’Innovazione e di SIIT (Sistemi intelligenti integrati tecnologie). Dal 1995 ha assunto inoltre la presidenza di differenti Comitati Europei nel settore dell’energia, del carbone e dell’acciaio, dello sviluppo sostenibile e più recentemente delle nanotecnologie.
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Video
- Le keywords del futuro, da Venice Sessions 2008
- Intervista a Ezio Andreta
Altri Link utili
- APRE Agenzia per la promozione della ricerca europea
Start Up Italia! Innovazione: oltre la tecnologia, le idee
| Quando |
02/06/2012 dalle 11:30 alle 13:00 |
|---|---|
| Dove | Trento, Piazza Fiera |
| Persona di riferimento | Alessandra Frongia |
| Recapito telefonico per contatti | 0039 0461 235794+5504 |
| Partecipanti |
Alex Giordano Luca De Biase |
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Presentazione del seminario. Chi è Alex Giordano. Bibliografia. Video. Altri link utili.
Il seminario è inserito nell'ambito degli incontri organizzati per il FESTIVAL ECONOMIA 2012.
Presentazione del seminario
Le imprese diventano sempre più aperte, si costituiscono sempre più come dei network sociali e questo comporta nuove forme di legami e di responsabilità verso quel sociale da cui sempre di più derivano il loro valore. Questo implica la necessità di una nuova filosofia, non solo di mercato, ma delle imprese nella loro totalità: noi la chiamiamo Societing.
Viene a manifestarsi la necessità di lavorare con i legami sociali, di ‘fare società’ instaurando nuove relazioni produttive che riescano sia a contribuire al bene comune, sia a generare quella legittimità e quell’ entusiasmo necessari per il funzionamento e la competitività di un’ impresa. Questa necessità sta emergendo come un modo di aprire nuove fonti di valore e come un imperativo centrale per la sopravvivenza a lungo termine: sfruttare le capacità di organizzare processi di produzione -materiali e immateriali- che coinvolgono una larga moltitudine di attori, fra cui i consumatori stessi.
Il punto è che assistiamo ad un’ esplosione della produttività del sociale. La produzione di saperi non è più il privilegio delle imprese, e fra poco neanche la produzione materiale. Questo fa pensare che non saranno solo le imprese a trovare le soluzioni di cui abbiamo bisogno per superare il difficile periodo di transizione che ci aspetta. Queste verranno dal basso, da milioni di piccoli imprenditori, inventori, hackers e scienziati-amatori.
In questo modo l’impresa che pratica societing si trasforma da un’entità monolitica, insensibile al suo ambiente, in una comunità produttiva estesa tenuta insieme da un ethos comune. ll societing, come lo vediamo noi, è un tentativo di assecondare il processo di socializzazione dei processi produttivi.
Chi è Alex Giordano
Alex Giordano è direttore di Societing. Personaggio eclettico, fin da bambino gioca con tutte le tecnologie per la comunicazione (fax, fotocopiatrice, radio, modem… ). Con Mirko Pallera fonda nel 2000 il collettivo NinjaMarketing primo blog/osservatorio sul marketing non-convenzionale e i social media. Membro dello IADAS (Accademia di Arti e Scienze Digitali di New York), autore con Mirko Pallera e Bernard Covà di “Marketing Non Convenzionale: virale, guerriglia, tribale e i 10 principi del marketing post-moderno” (Edizioni Il Sole 24 Ore), attualmente si occupa di etnografia digitale e antropologia evoluta ed è docente di Brand Reputation Management presso la facoltà di Economia dell’Università di Urbino “Carlo Bo”. Addvisory Board del progetto di ricerca “Responsible Business in the Blogsphere” presso il Center for Corporate Values della Copenhagen Business School; docente di web communication e marketing mediterraneo presso l’istituto Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri e direttore scientifico del Forum Internazionale sul Marketing e Management Mediterraneo, progetto di ricerca italo-francese (Euromed-Bocconi) che lavora su un modello di Marketing sostenibile. Dal 2005 al 2010 è stato strategic planner della Digital Media Company NINJALAB curando progetti per aziende del calibro di: Google, RAI, MTV, Cantine Antinori, Saiwa, Diesel, Heineken, Barilla, Tim, Mulino Bianco, Vodafone. Lavora al gruppo di ricerca sul Societing (www.societing.org) per la creazione di un modello applicativo di Etngorafia Digitale come metodologia di base per i progetti di Social Innovation.
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Bibliografia
- Marketing Non Convenzionale: virale, guerriglia, tribale e i 10 principi del marketing post-moderno, ed Il Sole24Ore, Milano
Video
- Il libro bianco dell'Innovazione Sociale: intervista ad Alex Giordano
- Intervista ad Alex Giordano e Mirko Pallera fondatori di Ninja Marketing
- Relazione al Festival dell'Innovazione 2010
Altri Link utili
Guardarci giocare. La ludicizzazione dei media
| Quando |
14/06/2012 dalle 15:00 alle 16:30 |
|---|---|
| Dove | Trento - Fondazione <ahref |
| Persona di riferimento | Alessandra Frongia |
| Recapito telefonico per contatti | 0039 0461 235794+5504 |
| Partecipanti |
Introduzione: Luca De Biase Relatore: Peppino Ortoleva |
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Presentazione del seminario. Chi è Peppino Ortoleva. Bibliografia. Video. Altri link utili. Letture consigliate.
Presentazione del seminario
Nel corso di questi ultimi venti-venticinque anni la presenza della ludicità, in termini di pratiche di gioco e anche in termini di metafora e di paradigma, si è venuta imponente come uno degli aspetti più visibili della società contemporanea: dal dilagare dei cosiddetti casual game, allo sviluppo dei videogame fino a divenire una delle principali industrie mediatiche, alla cosiddetta game-i-fication di pratiche che un tempo non sarebbero state neppure pensabili come ludiche.
Questo insieme di processi è insieme almeno in parte conseguenza delle trasformazioni del mondo della comunicazione, in particolare delle caratteristiche del rapporto uomo-macchina, in parte matrice a sua volta di cambiamenti di grande portate dei media, dallo sviluppo generalizzato di simulazioni e ambienti virtuali alla ludicizzazione di pratiche di relazione come i social network. Quali sono le prospettive di una ludicizzazione generalizzata del nostro universo mediatico?
Chi è Peppino Ortoleva
Peppino Ortoleva (Napoli, 1948) è professore ordinario di Storia e teoria dei media all’università di Torino. Ha pubblicato oltre un centinaio di lavori scientifici su storia, società e media. Tra i suoi libri si ricordano Mediastoria, net, Milano, 2002, l'Enciclopedia della radio, Garzanti, Milano, 2003 (con B. Scaramucci), Luci del teleschermo. Televisione e cultura in Italia (con Maria T. Di Marco), Electa, Milano, 2004, Le onde del futuro. Presente e tendenze della radio in Italia (con G. Cordoni e N. Verna), Costa & Nolan, Milano, 2006, Il secolo dei media. Riti credenze abitudini, Il Saggiatore, Milano, 2009. Ha tenuto corsi e svolto periodi di ricerca a Sydney, Parigi, Lisbona. E' membro del comitato dell'Institut des Sciences de la Communications e dei comitati di supervisione di diverse riviste e istituzioni culturali. E' correspondent étranger della rivista "Le temps des médias" e membro del comitato scientifico delle riviste "Comunicazioni sociali" e "OBS* Observatorio". E' presidente di Mediasfera, società di ricerca e produzione culturale.
Bibliografia
Peppino Ortoleva, Saggio sui movimenti del 1968 in Europa e in America, Editori Riuniti, Roma 1998
Peppino Ortoleva, Cinema e storia. Scene dal passato, Loescher, Torino 1991
Peppino Ortoleva, Mediastoria. Comunicazione e cambiamento sociale nel mondo contemporaneo, Il Saggiatore, Milano 2002
Peppino Ortoleva, Un ventennio a colori. Televisione privata e società italiana, Giunti, Firenze 1995
Peppino Ortoleva, Mass media. Nascita e industrializzazione, Giunti, Firenze 1995
Giovanni Cordoni; Peppino Ortoleva; Gianni Sibilla, La grana dell'audio. La dimensione sonora della televisione, Rai-Nuova Eri, Roma 2002
Peppino Ortoleva, Barbara Scaramucci, Enciclopedia della radio, Garzanti, Milano 2003
Peppino Ortoleva, Maria Teresa Di Marco, Luci del teleschermo. Televisione e cultura in Italia, Electa, Milano 2004
Peppino Ortoleva, Il secolo dei media, Il Saggiatore, Milano 2009 (opera vincitrice del Premio Castiglioncello per la comunicazione, 2009)
Video
Conferenza "Media and ethnicity"
Videoappunti sulla Comunicazione
Altri Link utili
Biografia
Pagina del suo insegnamento all’Università di Torino
Letture consigliate
Ian Bogost, Simon Ferrari, Bobby Schweize, Newsgames Journalism at Play, The MIT Press, October 2010.



