John LLoyd
John Lloyd (Anstruther, 1946) è un giornalista, attualmente redattore del Financial Times, dove è stato precedentemente redattore della sezione del lavoro, di quella industriale ed anche della sezione Est Europa; è stato anche capo corrispondente da Mosca. Nel 1970, Lloyd era membro del Partito Comunista della Gran Bretagna ed in seguito dell’organizzazione Comunista della Gran Bretagna e dell’Irlanda. Successivamente è diventato un sostenitore del Partito Laburista. Nel 1990, Lloyd è stato uno dei diversi membri di spicco del Common Voice, un gruppo britannico che auspicava la riforma del sistema elettorale. Lloyd ha inoltre sostenuto il leader Ulster Unionist David Trimble, ritenendo che Trimble avrebbe potuto contribuire al processo di pace in Irlanda del Nord. Lloyd è diventato un giornalista freelance nel 1996, ed ha lavorato come giornalista per The Times dal 1997 al 1998 e come collaboratore del New Statesman fino al 2003. Nel 2006 ha co-fondato l'Istituto Reuters per lo Studio di Giornalismo presso l'Università di Oxford. È direttore del Programma Axess su giornalismo e democrazia. Lloyd è un membro del comitato editoriale di Prospect, dell'advisory board della scuola di Mosca di studi politici ed è editorialista per La Repubblica di Roma.
Ha vinto premi per il giornalismo, incluso Specialist Writer of the Year della stampa britannica e Giornalista dell'Anno nel Granada What the Papers Say Awards. I suoi libri includono Loss without Limit: British 'Miners Strike l' (con Martin Adeney, 1985); Rebirth of a Nation: Anatomia della Russia (1998) e What the media are doing to our politics (2004).




